lunedì 02 Novembre 2026INFORMAZIONE • CULTURA • ATTUALITÀ
BLOGPAPER.itLA TUA GENERAZIONE, LE TUE NOTIZIE
NEXT GEN NEWS / BLOGPAPERNON SOLO NEWS.
NUOVI PUNTI DI VISTA ↗
02 Novembre 2026 · Serena

Alfredo Vassalluzzo e Gargoyle: perché a cambiare è anche chi insegna

Che cosa rimane di una lezione quando l’insegnante torna a casa? Di solito pensiamo a programmi da completare, verifiche da correggere, spiegazioni riuscite a metà. Per Alfredo Vassalluzzo, l’esperienza nel carcere maschile di Velletri ha lasciato soprattutto incontri e domande. Da quella persistenza è nato Gargoyle, il romanzo di Sensibili alle Foglie vincitore del Premio Publio Virgilio Marone nella sezione Narrativa edita.

La cerimonia è annunciata a Napoli per il 14 novembre 2026. Nell’attesa, la notizia offre uno spunto per guardare al libro attraverso una prospettiva precisa: il cambiamento di chi insegna. Le considerazioni che seguono si basano sulla presentazione dell’opera e sul materiale fornito dall’autore, senza attribuirsi il valore di una recensione dopo lettura integrale.

Un relatore con occhiali e abito blu al leggio, fotografia del materiale promozionale di Gargoyle

La cattedra non mette al riparo dalle domande

Un rapporto educativo viene spesso descritto come un passaggio di conoscenze da chi sa a chi deve imparare. Il nucleo narrativo presentato per Gargoyle complica questa immagine. Il docente porta nella classe convinzioni e aspettative, ma il confronto con gli studenti detenuti lo costringe a rivedere il modo in cui interpreta le persone e il proprio compito.

Non è necessario immaginare una scena particolare per cogliere la tensione. Da una parte c’è un progetto educativo; dall’altra, le condizioni concrete della reclusione. Fra questi due elementi si apre uno spazio fatto di relazioni. Una lezione non si svolge nel vuoto: dipende da chi partecipa, da ciò che riesce a dire e anche da ciò che rimane taciuto.

Questa prospettiva suggerisce una forma di attenzione che può interessare chiunque lavori nella scuola. Riconoscere di avere ancora qualcosa da comprendere non annulla il ruolo dell’insegnante. Gli chiede, semmai, di abitare quel ruolo senza confondere la preparazione con la conoscenza completa dell’altro. È una riflessione sul tema del romanzo, non un metodo didattico che il libro prometterebbe di dimostrare.

Quando un incontro continua oltre il cancello

Nella dichiarazione fornita per presentare il percorso dell’opera, Vassalluzzo osserva: «Ci sono incontri che continuano a lavorarti dentro quando sei già tornato a casa. Il romanzo è nato da questa persistenza, dalle domande che non riuscivo a lasciare fuori dal cancello». Il passaggio chiarisce il legame fra esperienza e scrittura, senza sovrapporre automaticamente ogni personaggio a una persona reale.

Il ritorno a casa diventa così una soglia interessante. L’attività professionale può terminare, mentre ciò che si è vissuto continua a chiedere attenzione. Scrivere un romanzo permette di dare forma a questa durata interiore. Non sappiamo, dal materiale disponibile, come ciascun episodio sia stato trasformato: sappiamo che l’autore indica proprio nella persistenza degli incontri una ragione della nascita del libro.

Gli studenti non sono una categoria astratta

La presentazione cita Ling, Damir ed Ernesto e descrive un intreccio di fragilità, maschere e contraddizioni. Dolore e ironia convivono, insieme a momenti di leggerezza. Sono indicazioni sufficienti per riconoscere l’attenzione alla pluralità delle persone, ma non per inventare biografie, dialoghi o svolte narrative dei singoli personaggi.

Il rapporto docente-detenuti appare, in questa cornice, come un incontro fra individui che non si lasciano spiegare da una sola etichetta. Anche l’insegnante viene interrogato, e il suo cambiamento non cancella quello che distingue le rispettive condizioni. La relazione educativa si colloca proprio dentro questa differenza, con possibilità e difficoltà che il romanzo porta all’attenzione del lettore.

Il premio rende visibile una questione educativa

Il riconoscimento nella Narrativa edita riporta al centro la cultura in carcere, gli effetti della detenzione e il reinserimento. Su questi temi Gargoyle invita a riflettere attraverso una storia, non attraverso risultati statistici o promesse di efficacia. Il suo percorso comprende anche la traduzione inglese Behind the Law, che apre la possibilità di incontrare lettori anglofoni.

Vassalluzzo, cresciuto nel Cilento, è laureato in Lettere Moderne e Psicologia Clinica e insegna Italiano e Storia al Sandro Pertini di Genzano. Sono coordinate biografiche che aiutano a collocare il suo interesse per la relazione. La domanda da portare con sé, aspettando la premiazione di Napoli, resta semplice soltanto in apparenza: quanto siamo disponibili a imparare proprio nelle situazioni in cui pensiamo di dover insegnare?

Punteggio
[Totali: 0 Punteggio: 0]