Legato in sostituzione di legittima

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È possibile un legato in sostituzione di legittima?

Sì, la norma di riferimento è l’art. 551 c.c. La disposizione attribuisce al beneficiario la facoltà di rinunciare e di chiedere la legittima. Se, contrariamente, il legatario preferisce conseguire il legato contestualmente perde il diritto di chiedere il supplemento se il valore del legato è inferiore a quello della legittima. Egli, inoltre, non acquista la qualità di erede.

Tali regole risultano sempre applicabili?

Assolutamente no, in quanto il testatore può anche aver espressamente attribuito al legittimario la facoltà di chiedere il supplemento.

Il legato in sostituzione di legittima grava sulla porzione indisponibile?

Sì, il legato in sostituzione di legittima grava sulla porzione indisponibile come espressamente disposto dall’art. 551 c.c. Se, però, il suo valore eccede quello della legittima spettante al legittimario, per l’eccedenza il legato andrà a gravare sulla quota disponibile, ma solo per l’eccedenza.

Il legato in sostituzione di legittima va accettato da parte del beneficiario costituendo eccezione ai principi generali in tema di successione?

Il problema si pone a causa dell’utilizzo del verbo “conseguire” all’interno dell’art. 551 c.c. che sembra invocare la necessità dell’accettazione. È vero che il legato normalmente non ha bisogno dell’accettazione, però, così come quando si tratta del legato in sostituzione di legittima.

Le Sezioni Unite della Suprema Corte affermano che l’utilizzo del verbo “conseguire” non è sinonimo della necessità di accettazione in quanto l’acquisto del legato è automatico. Si ha reale rinuncia con l’effetto dismissivo e di trasferimento che necessita della forma scritta.

Quale forma deve avere la rinuncia quando ha ad oggetto beni immobili?

La risposta dipende dalla tesi cui si accede in relazione alla necessità o meno di accettazione. Se si afferma che il legato in sostituzione di legittima va accettato bisogna, conseguentemente, precisare che non si è al cospetto di una vera e propria rinuncia, ma di rifiuto, perché non riguarda i beni già entrati a far parte del patrimonio del soggetto. 

In caso contrario, se si accoglie la tesi per cui il legato va accettato il bene ancora non è entrato a far parte del patrimonio del beneficiario, quindi, non è necessaria la forma scritta ad substantiam.

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